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...era il lantano 6 marso 1993 e su forti pressioni dei tubi dell'acqua che minacciavano di esplodere  il teatro Ridotto di Bassano ospitò il primo glorioso concerto dei Tubi Forti.

Il concerto, prima data di un grandioso tour internazionale (che per motivi organizzativi venne sospeso dopo la prima data), presentava la registrazione pilota su nastro dei brani degli esordi.

Nella GENESI dei TUBIFORTI potrete vedere il volantino d'invito originale dell'epoca e la copertina della ormai introvabile, storica cassetta.  

CAMAY

 Destinato a cose ben più nobili e culturalmente elevate, ha deciso di impiegare i suoi talenti nella diffusione del verbo. La sua prorompente forza di espressione va ben oltre l’espressione vocale. A parte l’orecchio destro, otturato da anni da un auricolare usato in modo non appropriato (famosa la sua incapacità di usare qualsiasi mezzo meccanico od elettronico compresa la protesi penale), tutti gli orifizi del suo corpo formano un coro di voci, di colori, di odori, che se ascoltate con attenzione si raccolgono in un venticello musicale: amoreeeeeeeeeeee, sembrano voler dire, ed invece figaaaaaaaaaa è l’inno che da essi promana, dolce ma forte, tenero ma deciso, fermo ma caldo,  come una merda.

The voice.

 

CEDRO

 

 Ha speso milioni per la batteria, ma nemmeno una lira per un corso decente.

Funziona soprattutto come vibromassaggio per il resto del gruppo che staziona davanti a lui nei concerti (anche per coprire lo spettacolo che non è molto bello da vedere). Oltre allo strumento ha diverse passioni, come la moto, i fumetti (di tutti i tipi, anche se preferisce il noir marocchin), il gommone, dormire, la bmw, i pink floyd, il cane, i gatti, guidare i treni, le seghe (anche se non per scelta), l’inter, gli alpini …

Se chiedete ai suoi familiari quando il nostro trovi il tempo per lavorare, vi guarderanno con aria interrogativa, se ripetete la domanda vi risponderanno eeeh?, se insistete vi daranno un calcio nei coglioni.  Durante i concerti riesce a fumare una sigaretta (in assenza d’altro) senza mai toglierla dalla bocca, non per vizio, ma perché se stacca le mani dalle bacchette non si ricorda più a che punto eravamo. 

Batteria.

 

MAIS

 

Il missionario.

Prima missione: condurre i tubi alla musica (non compiuta).

Seconda missione: trovare un lavoro che gli permetta di dormire fino a mezzogiorno (compiuta per un certo periodo in cui batteva limena-padova, oggi si deve adattare ma non demorde).

Terza missione: condurre i tubi alla figa (non compiuta).

Quarta missione: costruire la chitarra perfetta (ai poster l’ardua sentenza sul compimento).

Quinta missione: disintossicare se stesso e i tubi: impossibile da compiere e mai tentata.

E’ il maestro, e nonostante sembri un bello senz’anima e senza cervello, vi possiamo assicurare che da vicino si vede che è pieno di difetti fisici. Del cervello parleremo a parte in un trattato sul nulla.

Chitarre.

 

PELLICCIA

 

Più che un soprannome, un cognome, più che un cognome, un destino, più che un destino una sfiga, più che una sfiga un soprannome.

Dietro una scorza da duro un animo sensibile, dietro un’apparenza idiota un ragazzo intelligente, dietro un atteggiamento arrogante un carattere educato. Ah no scusate, stavamo parlando di Pelliccia. Ripartiamo.

Dunque, l’immagine che ci viene alla mente quando pensiamo a lui è un tramonto solcato da una bestemmia, un sorpasso solcato da una bestemmia, un listino di borsa solcato da una bestemmia, una salita in bici solcata da una bestemmia, una partita dell’Inter solcata da una bestemmia, un bel culo di ragazza solcato da un buco e da una bestemmia.

Generoso, altruista, disponibile, il taricone dei tubi è famoso per la sua inossidabile amicizia con Uomo, sassofonista troppo presto (o forse troppo tardi) passato a peggior vita, e cioè ad altra musica.

Basso tigrato tamarrico.

 

TRIGUIPPO:Un cespuglio di peli strappato dall’arte non solo all’agricoltura, ma a qualsiasi attività lavorativa.

Ha meditato per anni di lasciare il nordest, dal momento che è una delle zone d’Italia con la più bassa  percentuale di disoccupazione, e temeva che prima o poi ci sarebbe stato lavoro anche per lui.

Ha sempre mille impegni e la rarità dei concerti dei Tubi dipende dalla sua latitanza (le nostre fans sono quindi invitate a prendersela con lui e a non rompere i coglioni a noi se non per calarcela).

Famoso di per sé, ha raggiunto l’apice della notorietà grazie alla tourneè di Pino Daniele “PINO CANTA PIPPO”, nel corso della quale il cantautore partenopeo (e parte terrone) eseguiva i brani più famosi del nostro, come “nero a metàno”, “vai mo’na”, “i say i’ sto ‘ccazzo”, “o’ scarrafone “ (autobiografica), “quanno chiavi?”, “terrona mia”.

Chitarra, percussioni, rumori, odori, ma soprattutto voce femminile (grazie alle bocconate di sciroppo di tubo che ingerisce ad ogni concerto).

La Genesi
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